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martedì 19 ottobre 2010

I giornalisti e gli omicidi

Una volta, in America, si raccontavano le fasi di un omicidio ed a farlo erano i cronisti d'assalto, con le loro telecamere, i taccuini e con le loro macchine fotografiche pedinavano i presunti serial killer fino a quando la famosa FBI lo permetteva senza intralciare le indagini.
In Italia è tutto diverso, vogliamo copiare e lo facciamo male a partire dalle indagini e dai pedinamenti costanti ed a volte esagerati.
L'ultima accusa ai giornalisti avviene direttamente da Avetrana, dai familiare della ormai famosa cugina (per i giornalisti complice nell'omicidio) di Sarah Scazzi.
Ritengo vergognoso l'agire dei giornalisti, appolaiati da mesi nel paese pugliese, i quali si sorprendono anche quando i loro innumerevoli servizi hanno fatto in modo che la casa e il paese diventasse luogo turistico (vedi Cogne e Perugia).
Una domanda mi viene spontanea, ma senza la presenza dei media, le forze dell'ordine, le quali non fanno una gran bella figura, vista la loro assenza nelle indagini (i meriti vanno, secondo i servizi giornalistici, ai giornalisti)avrebbero incastrato il colpevole? in quale modo ? e sopratutto quando?
Io continuo a sostenere che ognuno debba svolgere il proprio ruolo, le forze dell'ordine devono arrestare, i magistrati indagare e i giornalisti riportanre fedelmente la notizie e non assumere ruoli investigativi.

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